Il primo antifurto della storia

primo antifurto

Negli ultimi anni, il progresso tecnologico ha portato alla creazione di sistemi antifurto moderni e smart.

In passato invece, non era così semplice progettare un sistema di protezione che proteggesse le case dai furti.

Com’è nato il primo sistema antifurto?

Il primo antifurto viene progettato nel 1853 da un inventore americano di nome Augustus Russel Pope.

Pope creò una struttura piuttosto elementare ma estremamente funzionale, utilizzando:

  • un magnete
  • un circuito elettrico
  • un campanello in ottone

Il circuito elettrico veniva collegato agli infissi della casa e quando questi venivano aperti il circuito a sua volta si chiudeva. La sua chiusura generava una vibrazione sul magnete che trasmetteva questo segnale ad un martello, il quale batteva sul campanello in ottone.

E il suono del campanello avvisava l’individuo del pericolo imminente.

La particolarità del sistema di Pope consisteva nel fatto che l’allarme continuava a suonare, nonostante il ladro provasse a richiudere porte e finestre.

In seguito, seguendo la scia di Pope, nel XIX secolo Holmes progettò la prima rete di allarmi.

Sebbene Pope sia stato il pioniere, Edwin Holmes, il fondatore della prima società per gli impianti di allarme elettrici, nel 1857 acquistò i diritti per l’invenzione di Pope.

I sistemi di difesa più antichi

La necessità di sentirsi al sicuro è da sempre uno dei bisogni essenziali dell’individuo.

Per questo, sin dall’antichità l’uomo ha cercato di tutelare la propria famiglia e i propri beni ideando dei sistemi di protezione.

Nei tempi più remoti venivano costruiti recinti, steccati o addirittura grosse mura per proteggere le proprietà dagli intrusi.

Altri modi consistevano nell’incaricare addetti alla sorveglianza, i quali segnalavano l’avvicinamento di estranei potenzialmente pericolosi.

Inoltre, venivano usati anche gli animali domestici come guardie per difendere l’abitazione e i beni più cari contenuti al suo interno dai ladri.

Nel ‘700 ci fu poi l’invenzione di Mr Tildsley che progettò una struttura meccanica con delle catene attaccate alla porta di casa pensate per creare rumore e spaventare i malintenzionati.

Il caso (s)fortunato di Edward A. Calahan

Un curioso evento che ha segnato la storia dei sistemi antifurto è quello capitato a Edward Calahn.

Elisha Andrews, responsabile e dirigente della società di Calahn, una sera venne derubata nella propria abitazione.

Il furto spinse Calahn ad attivarsi affinché queste situazioni non capitassero più. Inizialmente, progettò delle cassette collegate ad un campanello per distinguere i segnali di allarme da una casa ad un’altra, in una rete circoscritta di abitazioni.

Successivamente Calahan si accorse che, ad emettere un segnale di allarme, era anche necessario rispondere a quei segnali per intervenire tempestivamente.

Così Calahan collegò ogni distretto di New York ad una centrale di emergenza.

In questo modo, ogni volta che veniva attivato il sistema di allarme, un incaricato era pronto ad intervenire.

Questo sistema venne poi esteso anche a collegamenti di emergenza come polizia e vigili del fuoco.

Quali sono gli allarmi antifurto del futuro?

È passato molto tempo dall’invenzione del primo antifurto della storia e l’innovazione tecnologica ha portato a grandissimi passi in avanti.

Oggi gli impianti di sicurezza sono tantissimi, moderni ed estremamente efficaci, tra questi:

  • controllo da remoto tramite app, per monitorare lo stato della casa dal cellulare;
  • sistema a nebbiogeno, in grado di ostacolare la visibilità dell’intruso tramite il rilascio di una nebbia artificiale;
  • sistema di controllo degli accessi, consente l’ingresso solo agli autorizzati, impedendo agli estranei di entrare in un determinato luogo.

I sistemi antifurto sono in continua evoluzione e in futuro potrebbero riservarci delle sorprese interessanti..

Sicuramente anche in questo settore verrà applicato sempre di più il touch screen per rendere ancora più intuitiva l’esperienza del cliente.

E probabilmente nuovi ausili tecnologici come i dati biometrici, già usati nel controllo degli accessi, avranno un ruolo importante nei sistemi antifurto del futuro.

Considerando i grossi progressi dal primo antifurto ad oggi, magari tra un po’ di anni sarà possibile catturare l’intruso e risalire alla sua identità con un semplice click!

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